Ho amato questi luoghi
Il cuore e centro della Basilica è il Sepolcro. Una tomba vuota, una pietra sulla quale fu deposto Gesù morto e la porta aperta. Quella porta aperta del Sepolcro è l'immagine che più mi porto al termine di quel viaggio in Terra Santa. La pietra che chiudeva la tomba, era stata rotolata via....e Lui non c'era più, è Risorto. Che grande speranza.... la vita non finisce in quel Sepolcro.
“Oggi questa armonia tra terra e cielo è sconvolta dai missili”
Il deserto in Terra Santa è una distesa di montagne rocciose nelle quali mi sono addentrata immaginando patriarchi e profeti che nelle pagine dell’Antico Testamento, testimoniano come, in quel Deserto, si è manifestato loro Dio. I wadi percorsi camminando per ore, trovare l’acqua che scaturiva dalle alte pareti rocciose, le oasi di verde dentro l’aridità della polvere e del sole che seccava ogni cosa, erano nel pellegrinaggio una benedizione e la vita, mentre tutto attorno vi era il nulla. Ci siamo alzati prestissimo per raggiungere a piedi Masada, sulla montagna, attendendo l’alba tra i ruderi di questa antica città giudaica e romana, e abbiamo goduto un panorama che lascia senza foato. Siamo scesi al Mar Morto per assaporare il profumo del sale e dell’aria calda che brucia la pelle.
Immersi in questi paesaggi naturali è stato importante ricondurmi alla Storia di Alleanza di Dio con il suo popolo, alla fedeltà che Dio ha deciso di rinnovare ad ogni infedeltà del suo popolo nei 40 anni di cammino nel deserto. Ho amato questi luoghi perché mi hanno aiutata a scendere nella mia interiorità e ad ascoltare il cuore. Invitavano a cercare Dio, a invocarlo con le parole dei salmi, a contemplarlo in panorami indimenticabili.
Oggi questa armonia tra terra e cielo è sconvolta dai missili e dalle bombe che fanno risuonare la morte, la paura e la distruzione.
La salita che porta al Monte Tabor è ripida e il terreno franoso, ma il desiderio di vedere questo luogo dove Gesù si è trasfigurato davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni è più grande della fatica dei sentieri da percorrere. In realtà la Basilica apre lo sguardo in due grandi mosaici, alle Trasfigurazioni di Gesu: la sua nascita nella carne, era Dio e si è fatto bambino, la trasfigurazione nell’Agnello senza macchia che è il Figlio che si offre vittima per i nostri peccati, la trasfigurazione nel pane, Gesù che si fa Eucaristia e la trasfigurazione nella morte da cui risorge vittorioso. Queste scene rappresentate mi hanno riportato al senso profondo della vita di Cristo tra noi, trasfigurato per raggiungerci, per esserci vicino e per portarci al Padre.
Con tanta bellezza contemplata e pregata scendiamo il monte e ci incamminiamo verso Gerusalemme. Lì siamo travolti dai rumori, dai profumi intensi e dalle folle di una città che contiene insieme fedi e culture diverse.
È suggestivo guardare il panorama di tutta la città dal luogo dove i vangeli narrano che Gesù pianse su di essa perché non lo aveva riconosciuto. Il Calvario con una chiesa imponente ci accoglie dentro gli eventi della passione di Gesù, in quel Giardino di Ulivi da dove iniziò la sua Pasqua.
Ma ancora più emozionante fu sedersi a terra sulle pietre della sala al piano superiore (Cenacolo) dove Gesù ceno’ per l’ultima volta con i suoi. Un luogo spoglio e solenne, ma che pensando a quell’evento, nel mio immaginario si riempie di calore e di vicinanza.
La via verso il Golgota, la via della croce la viviamo dentro la confusione delle piccole e strette vie della Gerusalemme antica, tra tanta gente che fa altro. Riesco però a pregare e a pensare che anche per Gesù deve essere accaduto così, tea l’indifferenza della gente, tra chi si accorse di quello che accadeva, chi seguiva i fatti e chi li determinava. Da quel momento la strada è tutta in salita e il percorso si stringe dentro la città vecchia. Gli spazi del Golgota, della Crocifissione e della Sepoltura sono racchiusi in quello scrigno che è la Basilica del Santo Sepolcro. Un luogo dai colori, architettura e profumi intensi, ricco di ritualità, di fede, di preghiera.
In certi attimi entrandovi con tanti altri fedeli ho fatto fatica ha cogliere che quel luogo ai tempi dei fatti di Gesù era un luogo aperto.
Il cuore e centro della Basilica è il Sepolcro. Una tomba vuota, una pietra sulla quale fu deposto Gesù morto e la porta aperta. Quella porta aperta del Sepolcro è l’immagine che più mi porto al termine di quel viaggio in Terra Santa. La pietra che chiudeva la tomba, era stata rotolata via….e Lui non c’era più, è Risorto. Che grande speranza…. la vita non finisce in quel Sepolcro. Il vuoto lasciato da Cristo lascia spazio all’attesa del suo ritorno.
Sr Alessandra Martin


